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RASSEGNA STAMPA
| GIUGNO LUGLIO 2011 |
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CARI AMICI, VI INOLTRIAMO I PERIODICI AGGIORNAMENTI CIRCA LA CRISI POLITICA DEL MADAGASCAR. COME POTRETE LEGGERE LO STALLO POLITICO DELLA NAZIONE STA ULTERIORMENTE COMPROMETTENDO LO STATO DI VITA DELLA POPOLAZIONE. IL MADAGASCAR VANTA ATTUALMENTE IL TRISTE PRIMATO DELLA “PEGGIORE ECONOMIA DEL MONDO” E LA STESSA ONU RILEVA IL FORTE AUMENTO DELLA POVERTA’ E DEL SOTTOSVILUPPO.
Aggiornamenti (Fonte Misna)
15 giugno 2011
Dopo il parere negativo del governo, oggi anche le forze di sicurezza del Madagascar si sono opposte con “fermezza” al rientro “nell’immediato” dell’ex presidente esiliato in Sudafrica, Marc Ravalomanana, diversamente da quanto auspicato dalla Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) durante il vertice tenuto nel fine settimana a Johannesburg.
La tesi è che il rientro in patria di Ravalomanana, destituito nel marzo 2009 dall’attuale presidente di transizione,porti con sé “rischi concreti e minacce reali di disordini e scontri” tra i sostenitori dei due rivali.
Ieri era stato il governo di Rajoelina a ribadire la sua intenzione di processare l’ex capo di stato esiliato in Sudafrica per il suo presunto coinvolgimento nell’uccisione di manifestanti politici bersagliati dalle guardie di Ravalomanana davanti al palazzo presidenziale nel febbraio 2009. In un comunicato diffuso dalla capitale, Antananarivo, l’esecutivo malgascio ha anche annunciato che non firmerà la nuova ‘road map’, cioè il documento per avviare la transizione, così come è stata modificata dalla Sadc. Secondo osservatori politici gli ultimi sviluppi negoziali stanno allontanando la risoluzione della crisi in Madagascar e minano il progetto elettorale in agenda per i prossimi mesi.
Il documento per il ritorno all’ordine costituzionale varato nel fine settimana a Johannesburg conferma la permanenza al potere di Rajoelina, incaricato di organizzare le elezioni generali, e lo autorizza a candidarsi alle presidenziali ma, diversamente dalla prima versione, apre la strada al rientro nella grande isola africana dell’Oceano Indiano di Ravalomanana.
Oltre all’esclusione del Madagascar dalla Sadc, dall’Unione africana e la sospensione degli aiuti da parte dell’Unione europea, il colpo di Stato del marzo 2009 ha provocato ingenti perdite economiche per il paese, stimate in almeno nove miliardi di dollari; il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà è invece passato dal 68% (nel 2008) al 76% della popolazione due anni dopo.
23 giugno 2011
Un finanziamento di 52 milioni di dollari a favore della grande isola africana dell’Oceano Indiano per sostenere gli interventi a tutela dell’ambiente e della ricca biodiversità spesso a rischio è stato sbloccato dalla Banca mondiale per un periodo triennale. I fondi dovrebbero essere destinati alla conservazione di 30 parchi nazionali e tre nuove aree protette messe a repentaglio anche della crisi politica in corso da più di due anni e dal governo di transizione non riconosciuto dalla comunità internazionale.
27 giugno 2011
Patriottismo e sviluppo” è stato il tema delle commemorazioni del 51° anniversario di indipendenza del Madagascar celebrato ieri con la tradizionale parata militare a Mahamasina, quartiere della capitale Antananarivo, che ha visto la partecipazione delle massime istituzioni e dei rappresentanti del corpo diplomatico nella grande isola africana dell’Oceano Indiano che ha raggiunto l’autonomia nel 1958 e l’indipendenza dalla Francia due anni dopo, il 26 giugno 1960.
Stamani i titoli di apertura della stampa malgascia sono per lo più critici sull’attuale situazione dell’isola, che in 51 anni ha visto susseguirsi nove presidenti, più colpi di stato e crisi politico-istituzionale come quella in corso da marzo 2009.
Intanto in concomitanza con le celebrazioni l’Onu si è detta preoccupata per l’aumento della povertà e del sottosviluppo generati dalla crisi: il 76% degli abitanti vive con meno di 1,25 dollari al giorno (contro il 68% nel 2005) mentre tra il 2008 e il 2009 la percentuale dei bambini che non frequentano la scuola è aumentata del 50%. Definendo la situazione del Madagascar uno “tsunami silenzioso” le Nazioni Unite riferiscono che ogni giorno 230 bambini muoiono di malattie legate alla sotto-alimentazione e che il 50,1% dei piccoli di meno di cinque anni sono colpiti da malnutrizione cronica. L’arrivo al potere di Rajoelina, considerato anticostituzionale da buona parte della comunità internazionale, è costato al paese la sospensione da numerose istituzioni e degli aiuti allo sviluppo.
15 luglio 2011
MADAGASCAR – Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione del consiglio pace e sicurezza dell’Unione africana incaricata di valutare l’attuale situazione politica malgascia, entrata in una fase di stallo. Incurante del divieto delle forze armate e del rifiuto del governo del presidente di transizione Andry Rajoelina, il consiglio ha ribadito la necessità di un “ritorno senza condizioni” dell’ex presidente Marc Ravalomanana, esiliato in Sudafrica.
Da yahoo finanza Ermanno Tancredi - venerdì, 8 luglio 2011
La classifica stilata da Forbes lo dice chiaro e tondo: la Numero Uno delle cattive economie ha il proprio centro ad Anantanarivo. I parametri sulla base dei quali è stato valutato il primato (e la posizione delle altre nove nazioni, di cui diremo) sono i seguenti: andamento medio negli ultimi tre anni del Prodotto Interno Lordo, del tasso di inflazione, valore del Pil pro capite al valore attuale del bilancio nazionale, verifica del rapporto tra importazioni ed esportazioni.
Agglutinati gli ingredienti, il Madagascar ne esce come leader negativo. Tra il 1970 e il 2009 il Pil pro capite è cresciuto di 448 dollari; in altre parole, è quella la cifra che un lavoratore, due anni fa, guadagnava in più rispetto ad un suo collega di 41 anni prima. Ma se si fa il confronto con il Sud Africa, dove l'incremento è stato di 5700 dollari, si capisce quanto poco sia cresciuta l'economia della bellissima isola adagiata nell'Oceano Indiano. Tra le cause principali c'è la corruzione (non è un caso che otto dei dieci Paesi della classifica siano anche i piu corrotti al mondo, come rileva il Tigcpi — Transparency International's Global Corruption Perceptions Index).
Dopo l'indipendenza dalla Francia (1960), il Madagascar ha conosciuto dieci anni di crescita e relativa prosperità, interrottisi nei primi anni Settanta con una crescita demografica non corrispondente a quella economica. E' lì che l'inadeguatezza di una classe politica concentrata solo su se stessa ha cominciato a manifestarsi con un'evidenza sfociata, nel 2009, in un caso paradigmatico: la sostituzione del presidente Marc Ravalomanana, costretto a lasciare sotto le pressioni del corpo militare, con il leader dell'opposizione Andy Rajoelina. Ciò ha significato il taglio di un miliardo di dollari in aiuti da parte dell'Europa, e la cancellazione del Madagascar dal programma americano African Growth and Opportunity Fund. Sempre gli Usa hanno escluso il Paese dal novero di quelli con cui fare affari a regimi fiscali agevolati, con la perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore tessile. Ora il tasso di povertà locale è del 77%.
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