RASSEGNA STAMPA

DICEMBRE 2010 - MARZO 2011
Cari amici, vi inviamo il nostro periodico aggiornamento circa la situazione politica - e non solo - del Madagascar (fonte Misna).

1 dicembre 2010 . Vengono diffusi i risultati del Referendum sulla Nuova Costituzione, tenutosi il 17 novembre 2011. Il “sì” ha vinto con il 74% ca. dei voti sul “no” che ha ottenuto il 26% ca. dei voti. Su un corpo elettorale formato da poco più di 7 milioni di persone, sono stati 3,8 milioni i malgasci che si sono recati alle urne, con un’affluenza del 53% ca. Il voto è ritenuto tuttavia illegittimo da Unione Africana, Unione Europea ed Onu.

20 dicembre 2010 . Il Governo dell’Alta Autorità di Transizione del Madagascar annuncia che le elezioni legislative si terranno il 16 marzo. Il 4 maggio sono inoltre previste le elezioni presidenziali, ma ancora incerta è la partecipazione dell’attuale presidente Rajoelina. Il Referendum approvato dal popolo malgascio comporta l’adozione di una nuova legge fondamentale dello stato che tra le altre cose , porta a 35 anni l’età minima per candidarsi alle presidenziali.

31 gennaio 2011, l’indagine dell’Instat (Istituto Nazionale delle Statistiche). Rivela che la popolazione del Madagascar è sempre più povera: con il 76,5% degli abitanti che nel 2010 vivevano sotto la soglia di povertà, è stato raggiunto il livello più critico della storia recente dell’isola africana dell’Oceano Indiano. A rivelarlo è l’ottava indagine periodica sulle famiglie, realizzata dall’Istituto nazionale delle statistiche (Instat), dalla quale emerge come in soli cinque anni il tasso di povertà sia aumentato dell'8% rispetto al 68,7% registrato nel 2005. La situazione più grave è quella degli abitanti della provincia di Fianarantsoa (sud-est), al 90% poveri, mentre nella capitale Antananarivo il tasso è il più basso di tutta l'isola, con il 66% delle persone ingenti. Il 20% delle famiglie più ricche che possiedono il 47% del reddito totale. La situazione è stata aggravata dalla sospensione degli aiuti internazionali (sanzioni al governo non riconosciuto a livello internazionale) e dalla contrazione degli investimenti diretti. Ogni anno il Madagascar percepisce in media 600 miliardi di ariary di aiuti internazionali, pari al 23% del bilancio annuale dello Stato. A 50 anni dalla sua indipendenza il Madagascar è ancora troppo dipendente dalle fluttuazioni dei prezzi sui mercati mondiali in quanto la sua economia è basata sulla sola esportazione di pochi beni (litchi, caffè, vaniglia, gamberi e prodotti tessili) mentre è ancora costretto ad importare tutto il cibo.

4 febbraio 2001. Quindicimila tonnellate di riso per contrastare gli aumenti dei prezzi: le importazioni straordinarie sono state autorizzate dal governo mentre per un pacco da un chilogrammo nei mercati di Antananarivo si arriva a pagare 1600 ariary, circa 60 centesimi di euro (il riso è l’alimento base della nutrizione in Madagascar, lo stipendio di un operaio è di circa 1 € al giorno).

15 febbraio 2011, il Ciclone Biginza. Il Madagascar settentrionale è stato letteralmente spazzato dal ciclone Biginza che fortunatamente non ha mietuto vittime ma ha distrutto l’80% delle infrastrutture e lasciato interi villaggi al buio. Centinaia di persone hanno perduto la casa ed abbandonato la propria terra.

18 febbraio 2011. A poche ore dall’annunciato ritorno in Madagascar dell’ex-presidente Marc Ravalomanana il governo ha adottato una serie di misure di
sicurezza per impedire disordini e garantire l’ordine pubblico su scala nazionale. Anche se negoziati sono in corso con un’ala del suo partito (‘Tim’) per un’eventuale partecipazione a un governo di unione nazionale, Ravalomanana rischia di dover rispondere alla giustizia; lo scorso agosto era stato condannato in contumacia ai lavori forzati per la sua responsabilità nella morte di una trentina di civili durante i mesi della protesta popolare.

5 marzo 2011. Il presidente della cosiddetta Alta autorità di transizione, Andry Rajoelina, sarebbe stato vittima di un attentato mentre era alla guida
della sua automobile su una strada alle porte della capitale, Antananarivo. La notizia viene diffusa dall’emittente radiotelevisiva ‘Viva’, di sua proprietà, precisando che Rajoelina e la sua guardia del corpo sono rimasti indenni nell’esplosione di una bomba artigianale.

11 marzo 2011. Il primo ministro Camille Vidal ha presentato le sue dimissioni dal governo, compiendo un passo per agevolare l’uscita dalla crisi politica che attanaglia il paese da oltre due anni. Rimarrà in carica sino alle elezioni, la cui organizzazione sarà affidata ad un nuovo esecutivo guidato da un “primo ministro di consenso”.
 
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