RASSEGNA STAMPA

NOVEMBRE 2010

La situazione politica – e di conseguenza economico-sociale – del Madagascar è sempre più instabile. Avvenimenti con frequenza quotidiana vengono registrati dalla Misna, e ve ne riportiamo una sintesi. 

4 novembre 2010 : “File d’attesa di decine di metri per comprare a prezzi molto più bassi i prodotti agricoli locali. Una boccata d’aria per le famiglie più povere, ma anche uno stimolo per le aziende agricole nazionali”: così don Luca Treglia, missionario salesiano, descrive alla MISNA l’apertura dei cosiddetti “Mercati popolari” inaugurati in questi giorni dal governo malgascio. Dopo essersi procurati un’apposita tessera e aver pagato una modica quota d’iscrizione, ai più bisognosi viene consentito di comprare in questi mercati beni di prima necessità, come il riso, a prezzi molto contenuti. Se per molte famiglie il provvedimento è accolto con favore, per l’opposizione politica si tratta di una mossa populista a fini elettorali per consolidare il potere del presidente dell’Alta autorità di transizione, Andry Rajoelina.

11 novembre 2010 : E’ ufficialmente per rafforzare la sicurezza nell’isola che il governo di transizione ha deciso di “proibire le manifestazioni politiche e i raduni popolari che non riguardano il prossimo referendum costituzionale” convocato il 17 Novembre. Il divieto è stato ribadito dopo l’intervento delle forze armate: ieri nella capitale a colpi di gas lacrimogeni è stato disperso un raduno allo stadio di Malacam, convocato dalle tre correnti politiche dei tre ex-presidenti Ravalomanana, Ratsirika e Zafy. Nei tafferugli sono stati riportati danni materiali e il blocco del traffico dopo che i giovani hanno eretto delle barricate in diversi quartieri di Antananarivo.

Dice alla MISNA Jean-Hervé Rakotozanany, giornalista dell’emittente salesiana ‘Radio Don Bosco’: “La posta in gioco nel referendum  non è la vittoria del ‘sì’, data per scontata, ma piuttosto riuscire ad ottenere un’affluenza accettabile, che significherebbe un buon consenso attorno alla persona di Rajoelina”. I suoi detrattori dell’opposizione, ma anche personalità un tempo vicine alla transizione, come l’ex-primo ministro Monja Roindefo, invitano invece gli elettori a boicottare le urne, sottolineando che la strada intrapresa dal loro rivale non è consensuale. Stessa riluttanza caratterizza la posizione di mediatori e osservatori europei, africani e americani che chiedono a Rajoelina di riprendere i negoziati per raggiungere una soluzione condivisa alla crisi apertasi quasi due anni fa. Tra le principali novità prevista nella bozza da sottoporre al voto referendario figurano la possibilità di essere eletto presidente a partire dai 35 anni di età, una limitazione dei poteri presidenziali e il ripristino delle province autonome. Altra novità significativa, se il referendum si farà, sarà l’utilizzo di una scheda di voto unica, che potrebbe limitare le possibilità di frode.

Fonti umanitarie descrivono una situazione di totale immobilismo socio-economico, di condizioni di vita sempre più difficili, di disoccupazione e povertà alle stelle, anche a causa della sospensione di numerosi aiuti esteri destinati a progetti a medio-lungo termine.

 17 novembre 2010 : Un gruppo di militari, composto da alcuni generali e colonnelli, si è riunito nella caserma militare di Ivato, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Antananarivo, autoproclamandosi alla guida del paese. Quello che sembra un tentativo di colpo di Stato, si sta sviluppando mentre è in corso il referendum costituzionale. Le operazioni di voto sono ancora in corso, l’apertura dei seggi è stata prorogata fino alle 18, ora locale. Si sono dispersi, senza incidenti rilevanti, i manifestanti che si erano radunati nei pressi della caserma militare di Ivato, adiacente all’aeroporto, a 15 chilometri dalla capitale Antananarivo, a sostegno di un gruppo di militari che oggi si è autoproclamato alla guida del paese. Per disperdere la folla erano intervenute con gas lacrimogeni e colpi in aria le forze speciali.

18 novembre ’10: “La notte è trascorsa tranquillamente e questa mattina Antananarivo si è risvegliata come in un giorno normale, con il traffico per le strade e gli uffici aperti”: è la descrizione che fa alla MISNA don Luca Treglia, direttore della Radio Don Bosco, emittente salesiana, all’indomani di un tentato colpo di stato da parte di un gruppo di generali. Nel frattempo si procede con lo spoglio delle schede della consultazione che, secondo le prime proiezioni comunicate questa mattina dalla Commissione elettorale (Ceni) mostrerebbero una vittoria dei ‘sì’ con oltre l’80% delle preferenze e un tasso di partecipazione del 40,7% degli aventi diritto. “Un ottimo risultato – osserva il quotidiano ‘l’Epress de Madagascar’ in un editoriale intitolato, non senza malizia, “Casalinghe disperate” in riferimento ai generali dissidenti – se si tiene conto del fatto che le autorità temevano un’affluenza al di sotto del 30% nelle grandi città”. Nella sua analisi, il giornale fa notare che “il ‘grande’ problema, opportunamente mediatizzato, del tentato golpe, avrà fatto apparire ‘piccoli’ e veniali le carenze e l'incapacità dimostrate nella gestione e organizzazione del voto”.

19 novembre 2010: Tutte le famiglie residenti nei pressi della caserma militare di Ivato, adiacente all’aeroporto internazionale della capitale Antananarivo, sono invitate ad allontanarsi dalle proprie abitazioni per “raggiungere un luogo più sicuro”: è l’appello del ministero della Difesa diffuso stamani attraverso i media nazionali. Nel campo militare di Ivato è infatti asserragliato un gruppo di militari capeggiati dall’ex ministro delle Forze armate.

Alcune fonti riferiscono che insistono nel voler prendere il controllo del paese, altre che avrebbero ammorbidito i toni, dichiarando che la loro mossa era in realtà un modo per denunciare la sottomissione dell’esercito al potere politico e rafforzare l’unità e la solidarietà tra le forze armate.

22 novembre 2010: I militari riottosi si sono consegnati spontaneamente e affronteranno il giudizio di una corte marziale entro questa settimana. Secondo la commissione elettorale il sì alla nuova Carta fondamentale ha raggiunto il 74% delle preferenze mentre il tasso di partecipazione si attesterebbe intorno al 52%. La nuova Costituzione stabilisce che Andry Rajoelina resti in carica fino all’elezione di un nuovo presidente. La Carta non garantisce, tuttavia, la certezza e la data di nuove elezioni e abbassa la soglia dell’età presidenziale da 40 a 35 anni.
A ritenere illegittimo il voto,sono anche UE, UA e Onu.

 

 
01a niny bis.jpg

DOWNLOADS

CIAO NERINO

Arrivederci Nonno Nerino

CINQUE X MILLE

Cinque Per Mille 2010 Bimbi Del Madagascar

MAPPA DELLA FAME

La mappa della fame dell'Unesco : la scheda sul Madagascar

VISITATORI

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi100
mod_vvisit_counterIeri68
mod_vvisit_counterQuesta settimana526
mod_vvisit_counterUltima settimana510
mod_vvisit_counterQuesto mese1529
mod_vvisit_counterUltimo mese2256
mod_vvisit_counterTutti gli accessi71951

Online : 11
Il tuo IP : 38.107.179.210
Oggi: 20 Mag 2012